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Confcommercio critica il costo della burocrazia per le imprese del turismo

Una recente indagine dell'Istat ha calcolato in 22.500 miliardi di lire il costo annuale della burocrazia per il sistema imprenditoriale italiano.
Per ogni impresa ciò si traduce in un costo pari a 26,2 milioni di lire ed a poco più di 100 giornate di lavoro impiegate in media, ogni, anno per adempiere agli obblighi di carattere amministrativo.

L'indagine dell'Istituto centrale di statistica non tiene però conto di un dato decisamente importante per la struttura del sistema produttivo italiano. Essa, infatti, prendendo in esame soltanto le imprese con tre e più addetti mette fuori dal campo di rilevazione più di 2,6 milioni di imprese, ossia quelle che hanno 1 o 2 addetti soltanto.

Si pone allora la necessità di ricalcolare il costo complessivo della burocrazia sul sistema imprenditoriale aggiungendo quella vasta fetta di piccole imprese precedentemente escluse.

In tal modo il costo della burocrazia va ben oltre i 22.500 miliardi di lire arrivando a sfiorare quota 60.000 miliardi. Questa cifra, da finanziaria per l'Europa, equivale a 228 milioni di giornate di lavoro, tante sono quelle che le imprese devono impegnare in un anno per adempimenti di carattere amministrativo.

Le anomalie della burocrazia italiana non riguardano soltanto i costi. C'è un altro elemento su cui vale la pena soffermarsi. Il costo della burocrazia è maggiore, in percentuale, per le piccole e piccolissime imprese. Se, infatti, per le imprese con un fatturato inferiore al miliardo la quota dei costi per adempimenti amministrativi sul totale dei costi aziendali e di circa il 3%, nelle imprese con un fatturato superiore a 100 miliardi esso è 28 volte più basso.

Nelle imprese con fatturato inferiore a 500 milioni di lire non è irragionevole supporre che la burocrazia rappresenti il 6/7% del totale dei costi aziendali.Per la burocrazia non c'è alcuna differenza tra una piccola impresa con 1 o 2 addetti ed una multinazionale con migliaia di occupati.

La burocrazia manca, così, della necessaria flessibilità in grado di facilitare i rapporti con i soggetti imprenditoriali più svantaggiati, le piccole imprese appunto.Il caso del turismo è, al riguardo, particolarmente emblematico proprio per la diffusa presenza, nel settore, delle piccole e piccolissime imprese. Nel settore le imprese con 1 o 2 addetti rappresentano, infatti, il 65% del totale.

La misura del costo per adempimenti burocratici sostenuti dalle imprese del turismo varia da poco meno di 25 milioni di lire per l'impresa stagionale per definizione che è lo stabilimento balneare ai 44 milioni di un albergo che rappresenta l'azienda più complessa ed articolata del settore. Il totale dei costi per burocrazia ammontano, allora, a 7.327 miliardi di lire all'anno, pari al 7% del totale dei costi aziendali delle imprese turistiche.

Ad alberghi, ristoranti e bar, per effetto di una elevata densità imprenditoriale, spetta il primato del gettito per burocrazia nell'ambito del settore turistico.

L'impegno delle imprese turistiche necessario a soddisfare le richieste della burocrazia va, ogni anno, da un massimo di 89 giornate di un albergo ad un minimo di 17 giornate per un'agenzia di viaggi. Complessivamente la burocrazia assorbe nel settore turismo poco meno di 19 milioni di giornate/uomo, di cui il 46% (circa 9 milioni) sono da attribuire al titolare ed al personale interno all'azienda ed il restante 54% a collaborazioni prestate da consulenti.

Per gli alberghi l'impegno equivale a circa 3 milioni di giornate/uomo mentre per bar e ristoranti si hanno rispettivamente 3,2 e 2 milioni. Gli stabilimenti balneari se la cavano con appena 83.000 giornate/uomo.Se le imprese potessero dirottare sui fattori della produzione appena 1/4 dei 7.300 miliardi assorbiti, ogni anno, dalla burocrazia si creerebbero le condizioni per 52.000 nuovi posti di lavoro.

Non meno interessanti sono i costi per adempimenti burocratici necessari all'avvio di una nuova iniziativa turistica. Avviare un albergo costa un'ottantina di milioni, mentre per un campeggio o un ristorante ne occorrono 62, 44 per un'agenzia di viaggio. Il bar con 39 milioni è l'attività da cui la burocrazia meno pretende.

Il tempo richiesto per adempiere agli obblighi imposti dalla burocrazia varia dalle 21 giornate/uomo necessarie per aprire un'agenzia viaggi alle 73 giornate richiesta da una discoteca.

per leggere tutto l'articolo vai a: http://www.confcommercio.it/pub/confturismo/index.html

 



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